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Bamar Italia, vertenza al bivio. Vicinanza (Cisal Metalmeccanici): “Intesa a un passo, ma resta lo scontro sull’indennità” Attualità zonarcs 

Bamar Italia, vertenza al bivio. Vicinanza (Cisal Metalmeccanici): “Intesa a un passo, ma resta lo scontro sull’indennità”



 Si avvicina a una possibile soluzione la vertenza sindacale che da settimane interessa la Bamar Italia, dove lo sciopero dei lavoratori, avviato il 18 maggio e proseguito per circa dieci giorni, ha aperto un confronto serrato tra azienda e organizzazioni sindacali su diritti contrattuali, organizzazione del lavoro e trattamento economico.

Nel corso degli incontri tra l’amministratore aziendale Agostino Scagnetti e la Cisal Metalmeccanici, rappresentata da Gigi Vicinanza, componente della segreteria nazionale, è stata definita un’ipotesi di accordo che, secondo le parti sociali, consentirebbe di chiudere quattro dei cinque punti oggetto della vertenza.

«Dopo giorni di sciopero e un confronto articolato – afferma Gigi Vicinanza – siamo arrivati a una sintesi importante su quattro dei cinque punti posti dai lavoratori. Restano distanze su una sola questione, ma la disponibilità al dialogo è stata concreta e verificabile».

Tra i punti sui quali si è registrata convergenza figura il pagamento degli straordinari arretrati, che l’azienda si è impegnata a corrispondere nelle competenze del mese di giugno. Una misura che rappresenta uno degli elementi più attesi dai lavoratori e che ha contribuito ad avvicinare le posizioni tra le parti.

Prevista inoltre la definizione di una programmazione annuale dell’attività lavorativa, con l’obiettivo di garantire una migliore organizzazione dei turni e consentire la piena fruizione dei periodi di ferie, così come disciplinato dal Contratto nazionale di categoria applicato.

Sul fronte occupazionale, l’azienda ha comunicato l’avvenuta assunzione di tre nuovi dipendenti destinati al rafforzamento dell’organico, informazione che i sindacati hanno richiesto venga formalizzata e condivisa in modo trasparente nell’ambito delle relazioni industriali.

Resta invece irrisolto il nodo principale della vertenza: l’indennità di cassa e maneggio denaro, che l’azienda non riconosce, mentre la parte sindacale la considera un diritto previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro. «Su questo punto – sottolinea Vicinanza – continuiamo a ritenere indispensabile il riconoscimento dell’indennità, perché prevista dal contratto nazionale di categoria e quindi non oggetto di rinuncia o interpretazioni riduttive».

Un ulteriore punto, relativo alla riorganizzazione aziendale e ad alcune proposte avanzate dalle rappresentanze dei lavoratori, resta invece sospeso e rinviato a ulteriori approfondimenti, dopo essere stato oggetto di confronto senza una sintesi definitiva.

«Abbiamo registrato una disponibilità significativa a chiudere l’accordo su gran parte delle questioni – prosegue il sindacalista – ma permane ancora una difficoltà nel garantire relazioni sindacali pienamente strutturate e continuative. Per questo motivo attendiamo un riscontro formale all’ipotesi di accordo già trasmessa, nella convinzione che ci siano ancora margini per chiudere positivamente la vertenza».

La situazione resta dunque in evoluzione: da un lato una larga convergenza sui punti economici e organizzativi, dall’altro la permanenza di una distanza su una voce ritenuta centrale dalle rappresentanze sindacali. Le prossime giornate saranno decisive per verificare se l’intesa potrà essere sottoscritta o se il confronto proseguirà anche in altre sedi.

 

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